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CONCLUSIONE ILIADE - AUDIOLEZIONE

  https://drive.google.com/file/d/1Zy6KNmZXdksArGthpw5yddFP16oO1oz0/view?usp=sharing INSERTO GNOMICO AL QUALE MI RIFERISCO NELLA LEZIONE (trad. Monti, XXIV libro) Liberi i numi d’ogni cura al pianto Condannano il mortal. Stansi di Giove Sul limitar due dogli, uno del bene, L’altro del male. A cui d’entrambi ei porga, Quegli mista col bene ha la sventura. 665 A cui sol porga del funesto vaso, Quei va carco d’oltraggi, e lui la dura Calamitade su la terra incalza, E ramingo lo manda e disprezzato Dagli uomini e da’ numi.

ESPOSIZIONI DA MARTEDI' 27 CON RELATIVI TESTI - DDI

 1)  ANDREA Giovanbattista Vico, filosofo e saggista dai molteplici interessi,  nasce a Napoli nel 1668 e muore, sempre a Napoli, nel 1744. Di modeste origini, autodidatta e precettore, nel 1699 insegnò eloquenza latina all’Università di Napoli, ma non ottenne la cattedra di diritto civile cui tanto ambiva. Nel 1732 fu nominato storico di corte. Morì dopo una vita trascorsa nelle ristrettezze e senza riconoscimenti adeguati al contributo che le sue ricerche in effetti forniranno alle epoche successive. La sua fama è collegata  alla  Scienza Nuova,  stampata una prima volta nel 1725, riscritta poi nel 1730 e ripubblicata definitivamente nel 1744. Fu un grande ammiratore dei filosofi Bacone e Grozio. La natura secondo Vico, in quanto creata da Dio, è inaccessibile, mentre del tutto comprensibile all’uomo la cultura, che è un suo prodotto. Gli strumenti di cui si serve Vico per  pervenire alla comprensione della cultura umana sono la filosofia e a filolog...