Virgilio, Georgiche , IV, 453-527 Illa quidem, dum te fugeret per flumina praeceps, immanem ante pedes hydrum moritura puella servantem ripas alta non vidit in herba. At chorus aequalis Dryadum clamore supremos 460 implerunt montes; flerunt Rhodopeiae arces altaque Pangaea et Rhesi mavortia tellus atque Getae atque Hebrus et Actias Orithyia. Ipse cava solans aegrum testudine amorem te, dulcis coniunx, te solo in litore secum, 465 te veniente die, te decedente canebat. Taenarias etiam fauces, alta ostia Ditis, et caligantem nigra formidine lucum ingressus manesque adiit regemque tremendum nesciaque humanis precibus mansuescere corda. 470 At cantu commotae Erebi de sedibus imis umbrae ibant tenues simulacraque luce carentum, quam multa in foliis avium se milia condunt vesper ubi aut hibernus agit de montibus imber, matres atque viri defunctaque corpora vita 475 magnanimum heroum, pueri innuptaeque puellae, impositique rogis iuvenes ante ora parentum, quos circum limus niger et deformis ...
RIASSUNTO DELLA NOVELLA La carriola, dalle Novelle per un anno di Luigi Pirandello La novella di Pirandello La carriola è scritta in prima persona: il narratore è pertanto interno e coincide con il protagonista. All'inizio egli intrattiene una sorta di monologo interiore, nel quale fa riferimento a una creatura (utilizza un pronome femminile per indicarla) che assisterebbe a un non meglio precisato atto ch'egli compie solo e esclusivamente di fronte a lei, ogni giorno, in un momento che definisce di follia liberatoria. Si capisce, da come ne discorre, che si tratta di un atto che potrebbe turbare molto chi, all'infuori di questa, ancora non meglio definita creatura, si trovasse a esserne spettatore. Successivamente il narratore si descrive come un uomo molto indaffatato e influente, al quale in tanti fanno riferimento, a partire dai famigliari (moglie e figli) per arrivare ai suoi assistiti (fa di profess...
1) Da Ulisse a Ermes, mente variopinta e trickster . Il primo aggettivo che viene associato ad Ulisse è polytropos , traducibile in italiano come multiforme o, secondo l’analisi di Pietro Citati, dalla mente colorata . Si rivela così infatti una caratteristica peculiare del personaggio, ovvero quella di possedere un’estrema capacità di adattamento alle più disparate situazioni. La multiformità si mostra visibilmente nelle mutazioni del suo aspetto fisico favorite da un intervento divino. Ne sono dimostrazione eventi come il ritorno ad Itaca, durante il quale, per merito della dea Atena, assume le sembianze di un vecchio mendicante al fine di non essere riconosciuto. Lo spirito di adattamento più interessante si rileva però a livello psicologico. Le sue capacità in proposito sono spettacolari, e per prenderne atto è sufficiente guardare alle numerose avventure di cui è protagonista. A cominciare dai lunghi soggiorni (vere e proprie con...
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