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PROVA SCRITTA DEL 7 DICEMBRE - INDICAZIONI

DESCRIZIONE DELLA PROVA La prova scritta si compone di due parti, valutate separatamente . Nella prima proporrò  di optare fra una selezione di versi di Ovidio, affiancati da traduzione, da commentare e analizzare in modo guidato, e un passo tratto del De Catiliane coniuratione , affiancato da traduzione, analogamente da commentare e analizzare in modo guidato. Nella seconda troverete due domande, entrambe obbligatorie, di letteratura, una dedicata a Ovidio e l'altra a Sallustio.  MATERIALE PREPARATORIO Quello della precedente verifica e tutto il nuovo materiale dedicato a Sallustio. Non trascurate la conferenza di Canfora, le traduzioni e analisi fornite insieme ai testi di Sallustio e le correzioni degli ultimi lavori inviati il 23 novembre. 

LEZIONE DEL 23 NOVEMBRE - DOMANDE INERENTI AL PASSO (1)

 1) Il passo riportato dalla parte introduttiva del De Catilinae coniuratione  è intriso di orgoglio. Dopo aver delineato l'etimologia di questo termine, riconoscine, attraverso citazioni testuali in latino/italiano corredate da commenti, la presenza all'interno dei passi, nelle due sue declinazioni possibili di orgoglio individuale  e orgoglio collettivo. Suggerisci anche una corrispondenza lessicale sostenibile con un vocabolo latino.  2) L'impostazione storiografica di Sallustio è moralistica: dimostralo attraverso esempi tratti dal testo e conduci un raffronto con la visione storica di Dante, individuando sia le affinità sia le profonde differenze.  3) L'ipocrisia: un limite della politica antica come di quella contemporanea?

DE CATILINAE CONIURATIONE (2)

 [ 9.1]   Igitur domi militiaeque boni mores colebantur, concordia maxuma, minuma avaritia erat; ius bonumque apud eos non legibus magis quam natura valebat.   [2]  iurgia discordias simultates cum hostibus exercebant, cives cum civibus de virtute certabant. in suppliciis deorum magnifici, domi parci, in amicos fideles erant.   [3]   duabus his artibus, audacia in bello, ubi pax evenerat aequitate, seque remque publicam curabant.   [4]   quarum rerum ego maxuma documenta haec habeo, quod in bello saepius vindicatum est in eos, qui contra imperium in hostem pugnaverant quique tardius revocati proelio excesserant, quam qui signa relinquere aut pulsi loco cedere ausi erant;   [5]   in pace vero quod beneficiis magis quam metu imperium agitabant et accepta iniuria ignoscere quam persequi malebant. [10.1]  Sed ubi labore atque iustitia res publica crevit, reges magni bello domiti, nationes ferae et populi ingentes vi subacti, Carthago ae...

ANCORA UN MODELLO CALVINO PER RACCONTARE OTTAVE (11-14)

Il baldo Rinaldo, vestito di tutto punto con la pesante, e ingombrante, armatura dei  cavalieri antiqui  di cui non di rado Ariosto sorride sotto i baffi (i pretesti per farlo sono molti), corre nel bosco leggero come un contadinotto seminudo impegnato in una corsa campestre. Da parte sua Angelica lo fugge, annota pur sempre malizioso il poeta, come si trattasse d'un serpente velenoso. Tant'è che le fontane dell'amore e del disamore agiscono sul serio: se l'uno non riesce a fare a meno di desiderarla, la seconda non può controllare la sua totale repulsione. E ancora, se a Rinaldo è sufficiente, per mettergli le ali ai piedi, l'apparizione fugace di lei, a Angelica basta scorgerlo, per affidarsi a un galoppo forsennato e cieco del suo cavallo. Così s'innescano quei furibondi caroselli che caratterizzano il I canto, in cui i sentieri che si biforcano nella foresta si rendono complici di inattesi incontri fra persone che si cercano (alcune) e si fuggono (altre), op...

DAL DE CATILINAE CONIURATIONE (1)

 1 Pulchrum est bene facere rei publicae, etiam bene dicere haud absurdum est; vel pace vel bello clarum fieri licet; et qui fecere et qui facta aliorum scripsere, multi laudantur. 2 Ac mihi quidem, tametsi haudquaquam par Gloria sequitur scriptorem et actorem rerum, tamen in primis arduom videtur res gestas scribere: primum, quod facta dictis exaequanda sunt; dehinc, quia plerique, quae delicta reprehenderis, malevolentia et invidia dicta putant, ubi de magna virtute atque gloria bonorum memores, quae sibi quisque facilia factu putat, aequo animo accipit, supra ea veluti ficta pro falsis ducit. 3 Sed ego adulescentulus initio, sicuti plerique, studio ad rem publicam latus sum ibique mihi multa advorsa fuere. Nam pro pudore, pro abstinentia, pro virtute audacia, largitio,  avaritia vigebant. 4 Quae tametsi animus aspernabatur insolens malarum artium, tamen inter tanta vitia imbecilla aetas ambitione corrupta tenebatur; 5 ac me, quom ab reliquorum malis moribus dissentirem, nih...

INDICAZIONI PER LA PRESENTAZIONE INDIVIDUALE DI EPISODI DELL'ORLANDO

Dopo aver letto attentamente la dispensa, scegliete un episodio, leggetelo nella resa calviniana e, ovviamente, nella versione originale. Quindi predisponete un power point che contenga una selezione di ottave (anche non consecutive, ma significative, da 4 a 6) disposte tabellarmente con versione in prosa affiancata, mentre il commento deve essere discorsivo, come da modello calviniano. Il power point deve essere composto da 10-15 slides, arricchito a piacere di immagini pertinenti e accompagnare utilmente un'esposizione che duri esattamente 10'. 

SUL TEMA DEL LAVORO NEL MONDO CONTEMPORANEO

il Manifesto - Si vota contro la schiavitù, oltre 150 anni dopo Lincoln di Giovanna Branca (Midterm 2022)   «Avevano lavorato nei campi per anni da carcerati, sotto la supervisione di guardie a cavallo, armate di fucili, che li obbligavano a raccogliere cotone (…). Alcuni prigionieri neri consideravano la disperazione del buco (senza cibo e soffocati dal gas lacrimogeno,   ndr ) preferibile all’intollerabile degradazione di essere obbligati a raccogliere cotone alla fine del ventesimo secolo, nel luogo dove un tempo sorgeva una piantagione di schiavi». Nel libro edito dal   New York Times   basato sul progetto di Hannah Nikole Jones,   The 1619 Project   – su come gli odierni Stati uniti siano plasmati dall’esperienza della schiavitù – l’avvocato e attivista Bryan Stevenson racconta una prigione ancora funzionante: quella di Angola, in Louisiana. Un luogo che «consente al tempo di restare immobile», come aveva detto l’ex detenuto Curtis Ray Davis che ad Ang...