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INCENDIARIO - PALAZZESCHI

Io sono una fiamma che aspetta! / Va’, passa fratello, corri, a riscaldare / la gelida carcassa / di questo vecchio mondo!  Così termina  il lungo poemetto in versi liberi (249)   L’incendiario   di Aldo Palazzeschi (1905-1974), che dà il nome all’omonima raccolta di poesie pubblicate nel 1910 per volontà e interessamento di Marinetti, al quale la poesia è dedicata. Prima d’allora Palazzeschi aveva pubblicato a sue spese tre raccolte, di cui due,   Lanterna   e   Poemi , erano state stampate da un’immaginaria casa editrice, la Cesare Blanc, che era poi il nome del suo gatto.  Il poeta ripubblicò nel 1913 L’incendiario con la sottrazione di alcuni e l’aggiunta di altri poemetti, provvedendo però a ridurre l’omonimo poemetto a 36 versi. A essere oggetto della mia analisi, dopo la presentazione,  sono alcuni versi, in grassetto, della versione originale, quella  estesa per 249: precisamente la sezione iniziale, da 1 a 80, e l'ultima, da 1...

NODI CONCETTUALI PER STUDIARE

  1. CONTRASTI FRA INDIVIDUO E SOCIETA' ·            Primo romanticismo: Werther, Ortis  ·           Secondo romanticismo, decadentismo: dandismo, trionfo dell’eroe (superomismo dannunziano); i vinti dalla storia e dalla vita (Verga) ·           Novecento: gli inetti (antieroi sveviani); l’uomo diviso di Pirandello. 2.        LA RICERCA DELLA FELICITÀ/LA RICERCA DEL PIACERE: AFFERMAZIONI E NEGAZIONI ·           Mondo antico: la filosofia stoica e la felicità del singolo e della collettività (Seneca). ·           Primo romanticismo: la felicità nell’arte/la felicità nell’amore (Werther, Leopardi) ·           Secondo romanticismo: felicità di vivere come sensualità (D’Annunzio) ·    ...

CONCLUSIONE LETTERATURA LATINA CON RUTILIO NAMAZIANO

Concludere il percorso di letteratura latina proprio con questo testo della tarda latinità ha per me diverse motivazioni, ma le riduco alla principale. Essa è  racchiusa nella potenza lirica e concettuale contenuta in una parola come  nostalgia , vagamente imparentata con la  sensucht,  il desiderio struggente di qualcosa o qualcuno che sfugge,  che informa di sé almeno una delle multiple anime del movimento romantico. Il  De reditu suo , poemetto in distici elegiaci scritto in pieno V secolo d. C. da Rutilio Namaziano, può fungere da archetipo di una sintesi delle due, nostalgia e  sensucht ,  in quanto racconta di un ritorno al contempo avvenuto e impossibile. Andando un passo più in là di Omero,  la composizione tardoimperiale si proietta  in un orizzonte temporale dilatato, avvicinandosi all'Ottocento, in particolare a quello decadente interpretato da Pascoli con il suo Ulisse dell' Ultimo viaggio,  poema conviviale ch...

MODULO CREPUSCOLARI E FUTURISTI

  PROGRAMMA E TEST CREPUSCOLARI E FUTURISTI Programma gruppo A: dal vol. 3b pp.634-636; 640-642; 661-665; 688-706;   717-718; 722-724 Test: 1)     Dopo aver spiegato l’origine della denominazione crepuscolare applicata ad alcuni poeti attivi tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, descrivi gli elementi caratterizzanti della loro poetica e visione del mondo. 2)     Dalla poesia Totò Merumeni (p. 661) è possibile ricavare molte caratteristiche peculiari dello stile e della poetica di Gozzano. Realizzane un commento che preveda anche riferimenti alla biografia dell’autore. 3)     I futuristi si distinguono soprattutto per uno spirito polemico molto accentuato: quali sono i loro obiettivi e quali forme prende tale polemica? 4)     Per via di quale analisi/ragionamento il futurismo esalta la guarra? 5)     Realizza un’analisi del Manifesto del Futurismo (p, 699) che contempli questi...

TEMA MARZO

  Torino, 25 marzo  2024 Tema in classe TIP. A Analisi di un testo in prosa [...] Dopo la morte del babbo pareva che gli fosse entrato il diavolo in corpo, e lavorava al pari di quei bufali feroci che si tengono coll’anello di ferro al naso. Sapendo che era malpelo, ei si acconciava ad esserlo il peggio che fosse possibile, e se accadeva una disgrazia, o che un peraio smarriva i ferri, o che un asino si rompeva una gamba, o che crollava un tratto di galleria, si sapeva sempre che era stato lui; e infatti ei si pigliava le busse senza protestare, proprio come se le pigliano gli asini che curvano la schiena, ma seguitano a fare a modo loro. Cogli altri ragazzi poi era addirittura crudele, e sembrava che si volesse vendicare sui deboli di tutto il male che s’immaginava gli avessero fatto gli altri, a lui e al suo babbo. Certo ei provava uno strano diletto a rammentare ad uno ad uno tutti i maltrattamenti ed i soprusi che avevano fatto subire a suo padre, e del modo in cui l...