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MACHIAVELLI - LETTERA AL VETTORI - lezione di venerdì 27

Lettera a Francesco Vettori ( Lettere , 11) È il testo integrale della  lettera scritta il 10 dicembre 1513 da Machiavelli all'amico Francesco Vettori (ambasciatore a Roma presso Leone X), mentre si trovava nel suo forzato ritiro all'Albergaccio, dopo il presunto coinvolgimento nella congiura anti-medicea di quello stesso anno.   La lettera contiene, nella parte conclusiva, l'annuncio dell'avvenuta composizione del Principe , denominato De principatibus,   un "opuscolo", così si esprime l'autore,  concernente le tecniche di governo, attraverso il quale  Machiavelli sperava di recuperare  il favore dei Medici e, soprattutto,  un  incarico di governo: l'opera avrebbe dimostrato loro la sua competenza negli affari di Stato, maturata durante il quindicennio di servizio alla Repubblica. 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 MAGNIFICO ORATORI FLORENTINO FRANCISCO VECTORI APUD SUMMUM PONTIFICEM ET BENEFACTORI SUO. ROMAE.  [1] Magn...

VERIFICA DEL 31 GENNAIO - COMMENTI REALIZZATI 25 GENNAIO

La verifica verterà interamente su Lucrezio. Proporrò selezioni di versi in latino con traduzione accanto in italiano, e richieste di commento differenziate (guidato/non guidato). Per prepararsi: tutto il materiale del post dedicato a Lucrezio e l'ultimo modello di analisi proposto. Tommaso Alberto Nella frase latina rident aequora ponti,  tradotta con “sorridono le acque del mare”, il verbo rident deriva da rideo che significa “ridere, sorridere”. In questi versi è presente una personificazione delle acque del mare che compiono un’azione tipicamente umana cioè  sorridere. Lucrezio utilizza questo verbo per riprendere il tema della nascita felice della Venere, la quale si narra nei muthos provenga dalle aequora ponti (acque del mare). L’aggettivo felice deriva da felix , stessa radice del termine feto, che riprende anch’esso il tema della nascita. Di seguito, nel verso X, l’autore evidenzia le caratteristiche del giorno in cui viene annunciato l’avvento della dea, attraverso...

LEZIONE DEL 25 GENNAIO - selezione di versi da LUCREZIO e inizio di commento sul testo latino

L'inizio del De rerum natura  è noto come inno a Venere. Il poeta romano che si è assegnato il compito di tradurre in versi latini , rendendolo  poema (didascalico, filosofico ed epico al contempo) , il   pensiero filosofico di Epicuro, pensiero materialista e ateo, esordisce con un omaggio a una divinità. Non c'è contraddizione, tuttavia. Per quanto la poesia possa rendere consistente un'idea, renderla vera in quel modo particolare che le è riservato (alla poesia), qui non si tratta di avvalorare l'esistenza delle divinità, ma di recare omaggio a un principio, che i materialisti epicurei riconoscevano come uno dei due ai quali spetta il compito di determinare il compiersi degli eventi e dare forma all'esistente: il principio vitalistico. Più precisamente, l'altro nome dell'amore , al quale potrebbe persino valere la pena di assegnare la maiuscola. Venere, nell'inno che le dedica Lucrezio, è l'Amore, la vita che si manifesta primariamente, essenzialm...

LAVORI ORWELL

Quel che non so dire, non esiste Ettore, Virginia, Lisa Il passo proposto rientra nel V capitolo della prima parte del romanzo di George Orwell 1984 . Il contesto descritto dall'autore è quello di una Londra spettrale e desolata, rispetto alla metropoli nota a noi ma anche all'epoca di Orwell, in cui i cittadini, divisi in membri del Partito interno, membri del Partito esterno e prolet , sono succubi di una dittatura che controlla tutte le loro azioni, anche nella sfera che si ritiene comunemente privata, al fine di assicurarsi che rimangano sempre fedeli al Partito. Orwell, nelle pagine precedenti a quelle che contengono il passo in questione, descrive a grandi linee la situazione in cui si trovano ormai da tempo i cittadini, i quali non hanno nessun ricordo dei tempi trascorsi prima della cosiddetta Rivoluzione, poiché il partito compie un’operazione di falsificazione dei dati che arriva fino a cambiare il passato e gettare gli abitanti in una confusione tale da non conse...