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UN MADRIGALE DI LUCA MARENZIO SU SOLO ET PENSOSO (CON TESTO E MUSICA)

  https://www.youtube.com/watch?v=ZJlj1uy8cSA Luca Marenzio è un madrigalista rinascimentale  https://www.treccani.it/enciclopedia/luca-marenzio_(Dizionario-Biografico)/ xxxv Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti, et gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio human l’arena stampi. Altro schermo non trovo che mi scampi dal manifesto accorger de le genti, perché negli atti d’alegrezza spenti di fuor si legge com’io dentro avampi: sì ch’io mi credo omai che monti et piagge et fiumi et selve sappian di che tempre sia la mia vita, ch’è celata altrui. Ma pur sì aspre vie né sì selvagge cercar non so ch’Amor non venga sempre ragionando con meco, et io co·llui.

RERUM VULGARIUM FRAGMENTA - PERCORSO ANALITICO del V SONETTO (ENIGMISTICA) lezione 27 maggio

Riprendo con i dati: i Fragmenta  comprendono 366 (365, come i giorni in un anno, più uno introduttivo,  Voi ch'ascoltate ) componimenti, di cui 317 sonetti,   29 canzoni,  9 sestine , 7 ballate  e 4 madrigali .  Dopo il sonetto proemiale, già analizzato, nei Rerum vulgarium fragmenta   la materia dell'ispirazione poetica di Petrarca è varia, ma un ruolo centrale è occupato dalla vicenda d'amore con Laura. Sotto questo profilo, lasciando da parte la questione dell'identificazione storica della donna (che anche Boccaccio metteva in dubbio)  ha comunque  senso, per comodità didascalica, riconoscere che la raccolta può essere suddivisa in due sezioni: i componimenti in vita  (fino al 266) e quelli in morte  di Laura (dal 267) Oltre al tema dell'amore per Laura, figura anche quello della tensione opposta dell'animo di Petrarca (a noi nota attraverso il Secretum ) che lo porta da un lato a desiderare un...

ULTIMA LEZIONE DI LATINO UN MODELLO DI INTERLINEARE E UN ESEMPIO

  CARME OCCASIONALE, SCHERZO Ca rmen XIII Cenabis bene, mi Fabulle, apud me CENERAI BENE, MIO FABULLO, PRESSO DI ME paucis, si tibi di favent, diebus, FRA POCHI, SE GLI DEI FAVORISCONO, GIORNI si tecum attuleris bonam atque magnam SE CON TE AVRAI PORTATO UNA BUONA E GRANDE cenam, non sine candida puella CENA, NON SENZA UNA BIANCA FANCIULLA et vino et sale et omnibus cachinnis. E DEL VINO E DEL SALE E TUTTI GLI SCHERZI Haec si, inquam, attuleris, venuste noster, QUESTE COSE SE, DICO, AVRAI PORTATO, VECCHIO NOSTRO, cenabis bene; nam tui Catulli CENERAI BENE; INFATTI DEL TUO CATULLO plenus sacculus est aranearum. IL SACCHETTO PIENO E' DI RAGNATELE. Sed contra accipies meros amores MA IN CAMBIO PRENDERAI SCHIETTI AMORI seu quid suavius elegantiusve est: E CHE COSA DI PIU' DOLCE O ELEGANTE C'E' nam unguentum dabo, quod meae puellae INFATTI UN PROFUMO DARO', CHE ALLA MIA RAGAZZA donarunt Veneres Cupidinesque, DONARONO VENERI E CUPIDI, quod tu cum olfacies, deos rogabis IL...

Rerum vulgarium fragmenta

  Dai  Rerum vulgarium fragmenta , sonetto proemiale Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono di quei sospiri ond’io nudriva ’l core in sul mio primo giovenile errore quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono, del vario stile in ch’io piango et ragiono fra le vane speranze e ’l van dolore, ove sia chi per prova intenda amore, spero trovar pietà, nonché perdono. Ma ben veggio or sì come al popol tutto favola fui gran tempo, onde sovente di me medesmo meco mi vergogno; et del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto, e ’l pentersi, e ’l conoscer chiaramente che quanto piace al mondo è breve sogno.

MATERIALE PER LEZIONE DEL 20 MAGGIO

  Il testo da cui è estrapolato il passo sotto riportato è un trattato dialogico, che Petrarca (nato nel 1304) scrive in prima stesura fra il '42 e il'43, a quasi quarant'anni. Di sicuro lo rivede anni dopo, probabilmente nel ‘53. È redatto in latino, suddiviso  in tre libri, secondo il modello dialogico già di Platone e di Cicerone, ripreso poi nella letteratura dei secoli successivi, ad esempio da Boezio, autore nel V secolo d. C. del   De consolatione philosophiae . Gli interlocutori sono due: lo stesso poeta, indicato familiarmente come Francesco, e sant’Agostino,   Augustinus ,  che discutono tra loro alla presenza di un testimone muto, la Verità. La scelta del latino risale a quella necessità di ricorso alla   lingua dei dotti  che è motiva anche Dante nel caso del   De vulgari eloquentia  o del   De monarchia.  Come Dante con la   Divina commedia , però, anche Petrarca scegli per l'opera destinata a conferirgli l'im...

INTRODUZIONE A PETRARCA (lezione del 16 maggio)

  SINTESI A INTRODUZIONE A PETRARCA ·                        La vita di Petrarca si dipana fra svariati luoghi, come s’addice a una personalità interiormente assai contrastata:  Arezzo (dove nasce nel 1304, da una famiglia di condizione borghese originaria di Firenze: il padre Petracco, notaio, era stato mandato in esilio dai guelfi  neri impadronitisi del potere), Avignone, Montpellier,  Bologna. A fine anni ’20 prende gli ordini minori e inizia un’intensa vita di viaggi (biblioteche). ·                        Petrarca trova una sorta di suo  rifugio  un  buen retiro    a Vaucluse, presso le sorgenti del Sorga, non lontano da Avignone ( otium ). ·              ...

CORREZIONE NOVELLE ESPOSTE

  Lisa Nona novella , quarta giornata :   Filostrato ,  il re della quarta  giornata, narra la nona novella , la quale  parla di due nobili   molto ricchi e amici tra loro,  chiamati  di nome   Guiglielmo  Rossiglione e  Guiglielmo   Guardastagno .  Entrambi cavalieri valorosi, combattevano l’uno a fianco dell’altro.    Poi un giorno  l’a more e la sua pericolosa  aleatorietà vollero che messere  Guardastagno  s’innamorasse perdutamente  di  niente meno che  del la bellissima moglie del suo fidato amico.    La donna ricambiava il sentimento e tra i due nacque presto  una storia segreta. Ma la loro imprudenza fece presto capire  l’intera vicenda  a Rossiglione  cosa stesse accadendo, ovvero come entrambi avessero tradito l'uno l'amicizia, l'altra l'amore, così   che lentamente iniziò a  pianificare  la sua vendetta. Il nobile invi...