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EDIPO RE - ULTIMI APPROFONDIMENTI (CONDOTTI IN GRUPPO: 18 novembre)

GRUPPO 1 BONINO  FERRONI LIGNANA MAZZEO GRUPPO 2 CAPRIOLO CASCINI DURBIANO COLOMBO GRUPPO 3  GOSSI CAVALLERA DE SILVIO VALENTINI GRUPPO 4 SANTARELLI PANINI TROMMACCO PASCIUTI CURLETTI GRUPPO 5 GRECU  MOSSETTO CASCIANO PERELLI   1) MEMORIZZAZIONE/ANALISI DEL TESTO LATINO EDIPO Uxoris frater mittitur  PASSIVO oraculum consulit, deo mittitur Creo; oraculum consulit, quid faciendum consulit.     QUID FACIENDUM CONSULIT Creo ne commoretur.  NE COMMORETUR CORO Vale, Creo! Audimus.  VALE Vale, Creo! Cito, cito. Audituri te salutant.  AUDITURI REGOLE:  SISTEMA DEI VERBI FORMAZIONE DEL PASSIVO GERUNDIO/GERUNDIVO/PERIFRASTICA PASSIVA NOI DOBBIAMO AMARE LA PATRIA. NOBIS PATRIA AMANDA EST IMPERATIVO NEGATIVO IMPERATIVO PARTICIPIO FUTURO/PERIFRASTICA ATTIVA INTERROGATIVE DIRETTE E INDIRETTE [rimando a NONNE] Nonn' erubescite, reges,  RICERCA SU NONNE : INTERROGATIVE clamare, ululare in aegra urbe domesticis al...

REGOLE PER REALIZZARE VERSIONE IN PROSA

 Effettuare la versione in prosa  di un testo richiede di trasformare un testo in versi in prosa, eliminando per cominciare la suddivisione in versi e scrivendo il testo senza soluzione di continuità [ricordate le versioni in prosa dalle traduzioni di Monti dell' Iliade   e dell' Odissea ]. Nella versione in prosa si mantengono i discorsi diretti (a differenza dei riassunti, in cui i discorsi diretti non sono ammessi) e anche il ricorso eventuale al pronome "io).  Tutte le parole poetiche, desuete, auliche vanno sostituite con parole di uso più corrente. I periodi vanno ricostruiti perché non di rado nei versi il poeta ricorre a strumenti retorici come l'inversione, l'iperbato, la prolessi, l'anafora, oppure riproduce modalità espressive proprie del latino. Occorre comunque badare a non rendere la versione in prosa un riassunto: il testo deve essere seguito come se si stesse traducendo (versione) da un linguaggio poetico a una prosastico (in prosa). 

NOTE AL II CANTO (LEZIONE DEL 15 NOVEMBRE)

    Vengono evocate quattro donne. La prima è Maria, quella che la teologia consacra come vergine madre, figlia del suo figlio. Madre e figlia al contempo di Dio, nella sua verginità. Con queste prerogative  Maria , sempre nella teologia cristiana, è  colei che intercede . Il nome teologico di questa funzione è  grazia preveniente : personificazione, se vogliamo tradurla in termini psicologici che  rendano il tema universale e laico, di una facoltà che tutti gli esseri umani possiedono, magari a livelli diversi di raffinamento, ovvero quella di anticipare l’esito di eventi, a partire da una certa disposizione dell’animo che si manifesta al loro prodursi. Maria chiede la collaborazione di  Lucia , una santa che l’agiografia medievale collega con la protezione della vista. e il nome teologico della funzione illuminante a lei associato è per l’appunto  grazia illuminante . Ma, a parte la terza donna, Rachele, che funge solo da comparsa per promuovere...

DESCRIZIONE DELLE INTERROGAZIONI RELATIVE A EDIPO RE E MATERIALI DI STUDIO

I PARTE: Traduzione di porzione del testo di Oedipus rex con analisi morfosintattica.  II PARTE: Dialogo sul testo di Sofocle.  MATERIALI DI STUDIO Tutti gli appunti presi dall'inizio dell'anno (e serviti a prepararsi per la verifica; il post dedicato alla catarsi).  NESSUNO È IMMUNE DA ORRORI INCONSAPEVOLI L'Edipo re inscena una vicenda sconvolgente e coinvolgente per lo spettatore dell'epoca come per il lettore di oggi. Anche se la trama include un crimine nefando e l’infrazione di un tabù - l'uccisione del padre e le nozze con la madre - lo sviluppo dell'azione non è per nulla iperbolico o paradossale, si snoda con naturalezza, proprio come se le disavventure di Edipo potessero capitare a chiunque. La potenza dell’universalità si manifesta quando nessuno può   dichiararsi immune per principio da orrori inconsapevolmente commessi . La possibilità di passare dai vertici del successo alla miseria dell'abiezione è quel minimo di autocoscienza che lo spettat...

ARTICOLO DA RIASSUMERE PER IL 15 NOVEMBRE

  https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2021/11/11/cile-pandora-papers

NOTE AL PRIMO CANTO (utili durante la lezione del 12/11)

Opere di Dante:  Vita nuova, Convivio, De vulgari eloquentia, De monarchia . La lingua:  è il fiorentino utilizzato in tutte le sue sfumature. Una lingua ricchissima, duttile, che il poeta piega a tutte le esigenze del suo testo: i registri sono multipli e vari, dal basso, volgare, all’aulico e sublime. Compaiono sia forme antiquate e desuete, sia neologismi. Pur avendo scritto un’opera, il  De vulgari eloquentia , dedicata a riconoscere quale dovesse essere il  volgare illustre ¸Dante nella  Divina commedia  utilizza nella maniera più libera e creativa la lingua. Plurilinguismo e pluristilismo sono i termini che meglio descrivono la sua sperimentazione   Allegorismo: indispensabile per l’intendimento del testo. allegorìa  s. f. [dal lat. tardo  allegorĭa , gr.  ἀλληγορία , comp. di  ἄλλος  «altro» e tema di  ἀγορεύω  «parlare»]. –  1.  Figura retorica, per la quale si affida a una scrittura (o in genere a ...

LEZIONE 11 NOVEMBRE - LAVORO DI GRUPPO (TESTO LATINO DA INIZIO A OGGI)

NARRATORE   State per ascoltare una versione in latino di Edipo Re. Per evitare di affaticarvi l'udito e la memoria e poiché nell'opera oratorio le scene sono fissate in una certa monumentalità, io discretamente vi anticiperò i momenti salienti del dramma di Sofocle. Senza esserne cosciente Edipo è alle prese col volere imperscrutabile ed arbitrario degli dei che fin dalla nascita gli tendono un laccio che voi qui vedrete stringersi inesorabilmente. Ecco il dramma: la città, di Tebe è malata, spaventata. Dopo la Sfinge, la peste. Il coro supplica Edipo di salvare la sua città. Edipo, colui che ha vinto la Sfinge, promette. CORO Caedit nos pestis, Theba peste moritur. E peste serva nos qua Theba moritur. Oedipus, adest pestis;         PARADIGMA DI ADEST E REGOLA COMPOSTI SUM e peste libera urbem, urbem serva morientem. PARTICIPI (TUTTE LE REGOLE) EDIPO Liberi, vos liberabo a peste. Ego clarissimus Oedipus vos diligo, SUPERLATIVI (REG...